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Soffri di carenze vitaminiche o minerali? Il test del DNA può dirtelo

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Soffri di carenze vitaminiche o minerali? Il test del DNA può dirtelo

29 gen, 2021

Quando si parla di carenze  vitaminiche nel proprio organismo e in particolare di integratori vitaminici, il mondo si divide in due macrocategorie: gli scettici e quelli che non possono farne a meno.

Sebbene infatti sia noto da tempo che le vitamine e i minerali sono assolutamente fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo, persiste una certa diffidenza nei confronti degli integratori vitaminici, visti come caramelle per bambini o, all’estremo opposto, come panacea di tutti i mali.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

In questo articolo vedremo:

  1. Le vitamine, definizione e classificazione
  2. La funzione delle vitamine
  3. Gli effetti delle carenze vitaminiche: il caso della vitamina C
  4. Qual è il fabbisogno vitaminico quotidiano 
  5. Vitamine e genetica, che rapporto c’è

Le vitamine, definizione e classificazione

Innanzitutto, cosa sono le vitamine?

Le vitamine sono composti organici essenziali per la vita, “micronutrienti” di cui una piccolissima quantità è sufficiente a soddisfare le esigenze biologiche dell’organismo.

Le vitamine conosciute sono in tutto 13 e si differenziano tra loro per struttura, funzioni e proprietà. In generale, si distinguono in due grandi gruppi: le vitamine liposolubili e le vitamine idrosolubili.

Le vitamine liposolubili sono:

  • La vitamina A o retinolo
  • La vitamina D o calciferolo
  • La vitamina E o tocoferolo
  • La vitamina K

Le vitamine idrosolubili sono invece:

  • Le vitamine del gruppo B:
    • Vitamina B1 o tiamina
    • Vitamina B2 o riboflavina
    • Vitamina B3 o PP e niacina
    • Vitamina B5 o acido pantotenico
    • Vitamina B6 o piridossina
    • Vitamina B8 o H o biotina
    • Vitamina B9 o acido folico
    • Vitamina B12 o cobalamina
  • La vitamina C o acido ascorbico

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La funzione delle vitamine

Ogni vitamina ha una struttura e funzione ben definita all’interno dell’organismo. 

Per esempio:

  • Le vitamine del gruppo B, a loro volta differenziate a seconda della funzione, sono fondamentali per il sano sviluppo psico-motorio e sensoriale dell’organismo:
    • La vitamina B2 è necessaria per il metabolismo di proteine, carboidrati e grassi;
    • La vitamina B6 media numerosi processi metabolici in vivo, come il metabolismo degli aminoacidi, la gluconeogenesi, il metabolismo dei lipidi e lo sviluppo e il funzionamento del sistema nervoso.
    • La vitamina B9 è essenziale per la sintesi del DNA e delle proteine;
    • La vitamina B12 contribuisce alla corretta produzione dei globuli rossi;
  • La vitamina C, forse la più conosciuta tra tutte le vitamine, è indispensabile all’organismo per sintetizzare il collagene e favorire l’assorbimento del ferro, oltre ad esercitare una forte azione antiossidante
  • La vitamina D, fondamentale nell'ambito sportivo, è importantissima per il corretto assorbimento del calcio, aiuta a fortificare le ossa, migliora l’aspetto e la salute della pelle - alimenti con la vitamina D sono ad esempio i pesci grassi; 
  • La vitamina E o alfa-tocoferolo, la cui struttura di base è la molecola di tocolo,  agisce come un potente antiossidante, proteggendo contro i danni prodotti dai radicali liberi e da tossine alimentari, inquinamento, fumo e raggi UV
  • La vitamina K ha un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione del sangue in risposta ad eventi emorragici.

Il fabbisogno vitaminico del nostro organismo è soddisfatto prevalentemente attraverso l’alimentazione. Il nostro corpo infatti non è in grado di sintetizzare autonomamente la stragrande maggioranza delle vitamine essenziali, che devono essere introdotte con gli alimenti.

Finché il corretto fabbisogno è rispettato, il funzionamento dell’organismo procede senza intoppi. Ma cosa succede in situazioni di carenza vitaminica

Abbiamo preparato una guida che può aiutarti a comprendere meglio il funzionamento del tuo DNA, migliorando così anche il tuo stile di vita. Conoscere il tuo DNA ti aiuterà a capire anche quali vitamine è il caso di prendere. 

SCARICA LA GUIDA

Gli effetti delle carenze vitaminiche: il caso della vitamina C

Nel XVI secolo, i marinai che si imbarcavano sulle grandi navi che solcavano gli oceani alla volta dei territori d’oltremare dovevano fare i conti con una vita dura, fatta di ferrea disciplina, privazioni e tribolazioni varie. 

Tra le difficoltà maggiori figurava indubbiamente il fatto di trascorrere lunghi mesi lontano dalla terraferma, con scorte alimentari di scarsa qualità e, soprattutto, impossibilitati a consumare frutta e verdura fresca, un approvvigionamento prezioso ed estremamente deperibile.

La conseguenza, sembra banale dirlo con le nostre conoscenze attuali, era una fortissima carenza di acido ascorbico o vitamina C, tale da provocare una malattia terribile e letale nota come scorbuto.

Tra il 1500 e il 1800 si stima che 2 milioni di marinai morirono a causa dello scorbuto e pare che nella spedizione del 1520 di Ferdinando Magellano a circumnavigazione del globo circa l’80% dell’equipaggio morì proprio per questa ragione.

A partire proprio dall’osservazione dei sintomi nei marinai colpiti dallo scorbuto, nel 1747 James Lind, un medico scozzese della marina britannica, condusse il primo “studio clinico” accurato riportato sino a oggi. 

A bordo della HMS Salisbury, documentò scrupolosamente i sintomi dello scorbuto sui marinai: perdita di denti, emorragie e gengive sanguinanti. Decise quindi di sperimentare una cura su 12 uomini, suddivisi in coppie: a ciascuna coppia somministrò un diverso alimento oltre alla dieta abituale. In breve tempo, i due uomini a cui assegnò un surplus di arance e limoni videro i loro sintomi diminuire e presto si ristabilirono completamente.

I tempi dei logoranti viaggi per mare sono ormai lontani, ma l’intuizione di Lind rimane valida ancora oggi. Se lo scorbuto infatti colpisce in misura fortunatamente molto minore, la carenza vitaminica è una condizione che si verifica facilmente soprattutto in soggetti che seguono diete inappropriate e in situazioni particolari che richiedono un apporto maggiore di vitamina C, come la gravidanza, l’allattamento, alcune malattie infiammatorie acute e croniche.

Qual è il fabbisogno vitaminico giornaliero

Poiché, come abbiamo visto, il nostro organismo a differenza per esempio dei vegetali non è in grado di sintetizzare autonomamente le vitamine necessarie al suo sostentamento, le vitamine devono essere necessariamente assunte con l’alimentazione.

In generale, la quantità di vitamine sufficiente a garantire il corretto apporto viene misurata in milligrammi o addirittura microgrammi. Il fabbisogno individuale dipende però da molti fattori, come il sesso, l’età, le condizioni di salute, l’eventuale assunzione di farmaci, e ancora una volta i geni.

Facciamo un esempio: il fabbisogno di acido folico o vitamina B9 di un adulto sano (a partire dai 15 anni) corrisponde a 400 µg. Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero di acido folico aumenta di circa 200 µg/die (arrivando a un totale di 600 µg/die) per la quota aggiuntiva richiesta dal feto che si sta sviluppando, e si mantiene elevata dopo il parto (se si sceglie di allattare al seno per la quota di vitamina B9 trasferita al latte materno), con un fabbisogno giornaliero totale di 500µg/die. 

A causa di questo aumento del fabbisogno giornaliero di vitamina B9, alle donne in gravidanza è fortemente consigliato assumere integratori di acido folico. La carenza di folati infatti è una condizione molto pericolosa che può favorire nel feto lo sviluppo di malformazioni congenite gravi come la spina bifida.

Potrebbe interessarti leggere anche il nostro articolo Intolleranze alimentari: un fattore di predisposizione genetica?

Vitamine e genetica, che rapporto c’è

La presenza nel DNA di alcune varianti genetiche associate con una maggiore predisposizione al malassorbimento di una determinata vitamina o minerale può manifestarsi con una carenza cronica anche in soggetti sani e in condizioni normali. Si parla infatti di:

  • avitaminosi in caso di carenza totale di una o più vitamine;
  • ipovitaminosi in caso di carenze vitaminiche parziali.

Se di norma un'alimentazione varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura fresca, è sufficiente a garantire un adeguato apporto di vitamine, in presenza di queste alterazioni a livello genetico potrebbe essere opportuno assumere integratori vitaminici mirati.

Attenzione anche al sovradosaggio!

Le carenze di vitaminiche sono condizioni da non sottovalutare. Attenzione però anche alla situazione opposta, ovvero il sovradosaggio o ipervitaminosi dato dalleccesso di vitamine. Ad esempio:

  • la vitamina A, la cui assunzione a dosi eccessive può portare effetti collaterali come stanchezza e irritabilità;
  • la vitamina D, che in dosi eccessive può causare nausea e problemi renali

Per questo si raccomanda sempre di consultare il proprio medico di fiducia prima di assumere qualsiasi tipo di integratore alimentare.

L'assorbimento delle vitamine è solo uno degli aspetti del nostro organismo che possiamo conoscere approfonditamente grazie all'analisi del DNA! Se vuoi saperne di più, scarica subito un estratto del Report del test Nutrition:

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Scritto da

Team Netgenomics
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