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Perché la caffeina mi fa questo effetto? La risposta è nel tuo DNA

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Perché la caffeina mi fa questo effetto? La risposta è nel tuo DNA

31 mar, 2021

Ah, il caffè! Secondo i dati delle ricerche sulle abitudini della popolazione italiana, per 8 persone su 10 la giornata inizia con un buon caffè. Espresso o lungo, moka o macchiato, in comune hanno il fatto di contenere caffeina.

La caffeina è lo psicostimolante naturale più diffuso al mondo: è contenuta nel caffè, ovviamente, ma anche nel tè, nelle bevande energetiche, in diverse bibite analcoliche, barrette dietetiche e integratori.

Non tutti reagiamo all’assunzione di caffeina allo stesso modo: alcune persone possono bere molti caffè senza risentire di effetti indesiderati, mentre in altre l’assunzione di un solo caffè di troppo si traduce in disagi spiacevoli come batticuore, impossibilità di addormentarsi la notte e così via.

Da cosa dipende questa condizione? In breve: dall’azione dei geni preposti al metabolismo della caffeina.

In questo articolo vedremo:

  1. Perché beviamo caffè
  2. Gli effetti della caffeina sull'organismo
  3. Gli effetti indesiderati della caffeina
  4. Il metabolismo della caffeina, in breve
  5. Sensibilità alla caffeina, a cosa è dovuta?
  6. Sensibilità alla caffeina, quali alimenti evitare

Perché beviamo caffè

Sull’origine del caffè esistono numerose leggende. 

La più divertente narra di un pastore che era solito portare a pascolare le sue capre sugli altopiani dell’Etiopia

Un giorno si accorse che gli animali che avevano ingerito le bacche e le foglie di una pianta particolare la notte, invece di dormire, vagavano con un’energia mai vista prima

Spinto dalla curiosità, il pastore abbrustolì i semi contenuti nelle bacche, li macinò e ne fece un’infusione, inventando così il caffè.

Altre fonti, meno fantasiose, attribuiscono l'invenzione del caffè agli Arabi dell'attuale Yemen, che tra il XIII e il XV secolo conobbero la pianta del caffè proprio grazie agli Etiopi.

Quale che sia la sua origine, quel che è certo è che da centinaia di anni, l’umanità è assidua consumatrice di caffè.

Gli effetti della caffeina sull’organismo

L'obiettivo primario del consumo di caffeina è quello di combattere la stanchezza e la sonnolenza. Gli effetti della caffeina si manifestano infatti con azione stimolante sul Sistema Nervoso Centrale, sull’apparato cardiovascolare e sul metabolismo in generale.

I principali effetti di un consumo moderato sono legati a sensazioni piacevoli:

  • aumento dello stato di veglia e di allerta,
  • aumento della capacità di concentrazione,
  • miglioramento generale dell’efficienza fisica e mentale.

In alcuni casi, la caffeina viene impiegata contro l’emicrania e può avere un effetto antidolorifico.

Al contrario, dosi elevate inducono agitazione, tremori, nausea, irrequietezza, performance discontinua e diuresi

Non bisogna dimenticare che la caffeina contribuisce anche all’aumento della pressione sanguigna: per ogni tazzina di caffè, la pressione sistolica aumenta di 0.8 mmHg, mentre quella diastolica di 0.5 mmHg.

Gli effetti indesiderati della caffeina

A lungo termine l’uso e l’abuso di questa sostanza è infatti in grado di provocare fenomeni di dipendenza e tolleranza

Si devono inoltre considerare anche i potenziali effetti indesiderati dell'assunzione eccessiva di caffeina, in particolare in soggetti più delicati come bambini, adolescenti, anziani e donne in gravidanza. 

Gli effetti indesiderati più noti sono: 

  • mal di testa
  • ansia
  • sudorazione
  • aumento della pressione sanguigna
  • aumento della secrezione acida dello stomaco che, in soggetti predisposti, favorisce fenomeni di gastrite, ulcera e reflusso gastro-esofageo, 
  • problemi intestinali
  • nausea
  • vertigini

L'esatta quantità di caffeina necessaria per produrre un effetto avverso varia da persona a persona, a seconda del peso ma anche e soprattutto a seconda della presenza di polimorfismi genetici in grado di predisporre a fenomeni di sensibilità alla caffeina

Abbiamo preparato una guida che può aiutarti a comprendere meglio il funzionamento del tuo DNA, migliorando così anche il tuo stile di vita. Conoscere il tuo DNA ti aiuterà a capire meglio la causa di sospette intolleranze e sensibilità alimentari, come la sensibilità alla caffeina, e molto altro ancora!

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Il metabolismo della caffeina, in breve

La caffeina è la sostanza alcaloide contenuta nei chicchi di caffè. La sua struttura è molto simile ad altre sostanze analoghe contenute per esempio nel cacao e nelle foglie di tè.

Questa sostanza è poco solubile in acqua e viene ben assorbita per via orale. Si diffonde rapidamente in tutti i tessuti, quindi raggiunge il fegato, dove viene metabolizzata da appositi enzimi. I composti risultanti vengono poi a loro volta metabolizzati ed infine espulsi con l’urina.

In altre parole, l’eliminazione della caffeina dall’organismo avviene in gran parte per metabolizzazione epatica, mentre circa il 10% viene eliminato per via renale. Principale responsabile del metabolismo della caffeina è un insieme di enzimi dedicati, di cui le cellule epatiche sono particolarmente ricche. 

L’assunzione di alcool e alcuni farmaci tende a prolungare l’effetto della caffeina sull’organismo, mentre il fumo tende a diminuirlo poiché accelera il metabolismo epatico.

Sensibilità alla caffeina, a cosa è dovuta?

Molto spesso le persone riportano effetti avversi a breve termine, a seguito di assunzioni di caffeina anche modiche. Esiste una “soglia” limite di consumo di caffeina? 

La dose di caffeina contenuta in una tazzina di caffè è influenzata da diverse variabili: dal tipo di miscela e tostatura, al metodo di estrazione (tempo, temperatura) e preparazione della bevanda.

In generale, una tazzina di caffè espresso contiene tra i 50 e gli 80 mg di caffeina. A titolo di confronto, una tazzina di caffè preparato con la moka ne contiene circa 120 mg.

Come accennato, in presenza di alcune varianti genetiche nella sequenza dei geni preposti al metabolismo della caffeina, si può manifestare una particolare condizione di sensibilità alla caffeina

Negli individui che presentano le varianti in questione vi è una ridotta capacità di metabolizzare la caffeina e il metabolismo della caffeina avviene quindi in modo più lento.

Risentendo maggiormente della caffeina in circolo, gli effetti indesiderati legati al consumo di caffeina sono più forti nelle persone geneticamente predisposte, motivo per cui è consigliato eliminare o ridurre drasticamente l’apporto di caffeina se si presentano queste specifiche varianti genetiche.

In generale, a dosi molto elevate - indicativamente oltre i 400 mg di caffeina - si possono manifestare segni di intossicazione e la comparsa dei sintomi del cosiddetto “caffeinismo". Si tratta di una condizione di dipendenza dalla caffeina caratterizzata da ansia, irrequietezza, palpitazioni cardiache e disturbi del sonno, molto simile allo stato ansioso da stress. 

Bisogna comunque tenere presente che è piuttosto difficile assumere una dose potenzialmente pericolosa o addirittura letale solo bevendo normale caffè. La dose media letale di caffeina è di circa 150-200 mg per ogni kg di peso corporeo, che per un adulto medio si traduce in 80-100 tazzine di caffè assunte in un lasso di tempo molto breve.

Sensibilità alla caffeina, quali alimenti evitare

Come abbiamo visto, se dall’analisi dei geni preposti al metabolismo della caffeina emerge una particolare sensibilità a questa sostanza, il primo e più importante intervento è eliminare o ridurre notevolmente l’assunzione di caffè e bevande a base di caffè, ma non solo!

La caffeina infatti non si trova solo nel caffè e in tutte le preparazioni a base di caffè come cappuccino, latte macchiato e così via. La si ritrova naturalmente anche in altri alimenti come e cioccolato, ma anche nella lista degli ingredienti di molti cibi e bevande, come energy drinks, bibite analcoliche, barrette dietetiche, dolci e integratori, talvolta anche in dosi significative.

Per ridurre l’assunzione quotidiana di caffeina, è possibile prendere in considerazione le numerose alternative al caffè disponibili sul mercato, come:

  • il caffè d'orzo, l'alternativa più naturale;
  • il caffè di cereali, che ha un sapore vicino a quello del caffè ed è composto da cereali tostati, cicoria, fichi e altri ingredienti naturali che ne migliorano il gusto;
  • il caffè decaffeinato, in cui il processo di decaffeinizzazione riduce notevolmente la quantità di caffeina naturalmente presente nel caffè.

Per finire, una curiosità: negli ultimi anni la caffeina è utilizzata sempre più spesso in campo cosmetico, specie come coadiuvante nel trattamento della cellulite. L’applicazione cosmetica della caffeina è dovuta infatti alla sua capacità di stimolare il drenaggio, la rimozione dei liquidi e la mobilizzazione dei grassi nel tessuto adiposo.

Non è però il caso di allarmarsi: la caffeina contenuta nei cosmetici non ha lo stesso effetto sull’organismo della caffeina assunta con caffè e altri alimenti, per cui il rischio di sovradosaggio dovuto ai cosmetici che la contengono è minimo.

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Scritto da

Team Netgenomics
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