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La carenza di vitamina D dipende anche dai tuoi geni

Nutrition, Beauty, Performance

La carenza di vitamina D dipende anche dai tuoi geni

18 giu, 2021

La vitamina D o "vitamina del sole" è forse una delle vitamine più importanti per il nostro organismo: il suo ruolo è fondamentale per la salute delle ossa, per il sistema immunitario e molto altro. Per questo la carenza di vitamina D è una condizione da non sottovalutare.

In questo articolo vedremo:

  1. Cosa sono le vitamine
  2. Cos’è la vitamina D
  3. Le principali fonti di vitamina D
  4. Da cosa dipende la carenza di vitamina D
  5. Carenza di vitamina D, il ruolo della genetica
  6. I rimedi per la carenza di vitamina D

Cosa sono le vitamine

Innanzitutto, facciamo un breve ripasso sulle vitamine. Come abbiamo visto, le vitamine sono micronutrienti essenziali al corretto funzionamento dell’organismo. 

A cosa è dovuta la definizione di “micronutrienti”? Banalmente, alla quantità!

Le vitamine e altri minerali essenziali come per esempio Ferro e Calcio si definiscono micro-nutrienti proprio perché sono sufficienti quantità minime, nell’ordine dei milligrammi o addirittura microgrammi, per soddisfare il fabbisogno dell’organismo.

A complemento di questa categoria di nutrienti troviamo infatti i cosiddetti “macronutrienti”, ovvero carboidrati, proteine e grassi, nutrienti di cui necessitiamo quantità ingenti per soddisfare il fabbisogno del nostro organismo.

Nel caso delle vitamine, abbiamo visto in articoli precedenti a proposito del profilo vitaminico che esistono 13 vitamine, ciascuna con una specifica struttura, funzione e proprietà:

  • La vitamina A o retinolo
  • Le vitamine del gruppo B:
    • Vitamina B1 o tiamina
    • Vitamina B2 o riboflavina
    • Vitamina B3 o PP e niacina
    • Vitamina B5 o acido pantotenico
    • Vitamina B6 o piridossina
    • Vitamina B8 o H o biotina
    • Vitamina B9 o acido folico
    • Vitamina B12 o cobalamina
  • La vitamina C o acido ascorbico
  • La vitamina D o calciferolo
  • La vitamina E o tocoferolo
  • La vitamina K

A loro volta, la principale distinzione tra le vitamine è quella in:

  • vitamine liposolubili (vitamina A, vitamina D, vitamina E, vitamina K)
  • vitamine idrosolubili (vitamine del gruppo B, vitamina C)

Il fabbisogno vitaminico è solitamente soddisfatto principalmente attraverso l’alimentazione, consumando cibi che ne sono ricchi.

Fa eccezione la vitamina D, una vitamina molto particolare che merita un discorso a sé

Cos’è la vitamina D

Iniziamo col dire che in effetti la vitamina D non è una vitamina come le altre

Senza entrare troppo nello specifico, con “vitamina D” si intende un gruppo di molecole di cui le più importanti sono la vitamina D2 o ergocalciferolo e la vitamina D3 o colecalciferolo.

Queste molecole sono più specificamente pro-ormoni, motivo per cui si può dire che la vitamina D è una vitamina che funziona come un ormone.

La vitamina D è insolita rispetto alle altre vitamine anche per il suo meccanismo di produzione: viene infatti prodotta o meglio sintetizzata dalle cellule della pelle quando sono esposte ai raggi solari.

Come sappiamo, la vitamina D è coinvolta in moltissimi processi biologici nell’organismo, primo fra tutti l'assorbimento del calcio e quindi la salute delle ossa, ma anche la regolazione del sistema immunitario e di alcuni tumori.

Essendo una molecola così centrale per il corretto funzionamento dell’organismo sotto diversi punti di vista, è naturale che negli anni sia stata oggetto di numerosissime ricerche scientifiche: è stato infatti studiato il suo ruolo nelle patologie oncologiche, nell’osteoporosi, nelle malattie cardiache, nelle infezioni e molto altro.

Le principali fonti di vitamina D

Come accennato poco sopra, a differenza delle altre vitamine che vengono per lo più assunte con l’alimentazione, la principale fonte di vitamina D è quindi proprio l’esposizione al sole. Per questo motivo la vitamina D è anche detta “la vitamina del sole”.

Dal punto di vista dell’alimentazione, i cibi che contengono vitamina D in quantità apprezzabili sono essenzialmente alimenti di origine animale, come:

  • salmone, pesci grassi e gli oli che contengono (come il famigerato olio di fegato di merluzzo)
  • uova, specialmente il tuorlo
  • latticini
  • fegato e grassi animali
  • funghi secchi

Da cosa dipende la carenza di vitamina D

Il fabbisogno di vitamina D varia a seconda dell’età del soggetto con la presenza di altre condizioni patologiche. Il fabbisogno minimo raccomandato di vitamina D è di 600 UI (pari a 15 μg) in età adulta e 800 UI (20 μg) sopra i 60 anni

La carenza di vitamina D si verifica quando l’organismo non riceve un adeguato apporto di vitamina per soddisfare le sue esigenze. Ciò può avvenire essenzialmente per due ragioni:

  1. insufficiente esposizione al sole o altri fattori legati allo stile di vita
  2. alterazioni nell'assorbimento e nel metabolismo della vitamina 

L’insufficiente esposizione al sole può essere a sua volta dovuta a diverse ragioni, per esempio si trascorrono molte ore al giorno in ambienti chiusi lontano dalla luce naturale, si conduce uno stile di vita sedentario, oppure si abita in luoghi geografici che risentono della mancanza di sole per lunghi periodi come i Paesi nordici e così via.

In generale per una persona in salute, senza particolari patologie e che segue una dieta equilibrata, una normale esposizione al sole è sufficiente a garantire il giusto apporto di vitamina D

La carenza di vitamina D può verificarsi soprattutto in alcune categorie di persone: le donne in gravidanza e allattamento, i neonati e lattanti fino a un anno di vita, e gli anziani sono tre categorie particolarmente a rischio di sviluppare carenza di vitamina D a prescindere da altri fattori. Per questo è fortemente consigliata l’integrazione di vitamina D attraverso l’assunzione di integratori, sempre sotto la supervisione medica.

Carenza di vitamina D, il ruolo della genetica

Nel caso invece delle alterazioni del metabolismo entra in gioco ancora una volta la genetica.

In presenza di alcune varianti genetiche nella sequenza dei geni che controllano l’assorbimento e l’utilizzo della vitamina, può infatti manifestarsi una predisposizione più alta a sviluppare carenza di vitamina D.

In particolare, i polimorfismi nei geni che codificano gli enzimi coinvolti nel metabolismo di questa vitamina possono aumentare la predisposizione dell'individuo ad avere carenza di vitamina D. La frequenza di questi polimorfismi è elevata all'interno della popolazione.

Grazie ad un test genetico predittivo dedicato all’analisi della sequenza dei geni coinvolti nel metabolismo della vitamina D, è possibile conoscere la propria predisposizione individuale alla carenza di questa vitamina.

I rimedi per la carenza di vitamina D

I rimedi per compensare la carenza di vitamina D sono sostanzialmente 3:

  1. aumentare l'esposizione alla luce naturale;
  2. adattare l'alimentazione per comprendere cibi ricchi di vitamina D;
  3. assumere integratori alimentari di vitamina D sotto supervisione medica

Se il risultato del test del DNA rileva un’alta predisposizione alla carenza di vitamina D, il primo passo è esporsi maggiormente alla luce naturale, ovviamente sempre in condizioni di sicurezza e protezione dall’eccessiva esposizione ai raggi UV.

L’esposizione ai raggi solari infatti deve sempre avvenire in sicurezza, seguendo le poche e semplici regole per una corretta esposizione al sole

  • utilizzare sempre creme a protezione solare con SPF adeguato al tipo di pelle, applicate in abbondanza e ripetutamente;
  • proteggere le parti più esposte con vestiti, cappelli e occhiali da sole;
  • evitare le ore centrali della giornata e così via.

Viene naturale chiedersi:

Non è controproducente applicare la crema solare se mi espongo al sole per stimolare la produzione di vitamina D che avviene proprio grazie ai raggi UV?

La risposta non è così scontata: sì, in una certa misura i filtri a protezione solare possono “ostacolare” questo processo, MA in condizioni normali ciò non costituisce un problema e soprattutto i rischi a cui si va incontro esponendosi al sole senza adeguate protezioni sono elevatissimi.

Ricordiamo ancora una volta che l’esposizione scorretta ai raggi solari è il principale fattore di rischio per lo sviluppo di tumori della pelle come il melanoma.

Altre misure volte a bilanciare una carenza di vitamina D sono naturalmente:

  • l’alimentazione, introducendo nella dieta buone fonti di vitamina D come i già citati salmone, pesci grassi, uova, latticini, funghi secchi ecc 
  • gli integratori alimentari

Gli integratori per la carenza di vitamina D

Un punto di attenzione sugli integratori: per l’integratore NON vale il principio “più è meglio”, anzi il rischio di sovradosaggio è reale.

Il problema del sovradosaggio è pressoché assente nel caso dell’esposizione al sole e dell’alimentazione, ma può manifestarsi proprio nel caso degli integratori in cui si rischia di superare le dosi raccomandate dalle agenzie di farmacovigilanza.

In caso di sovradosaggio, l’eccesso di vitamina D si può manifestare con comparsa di nausea, diarrea, ipercalciuria, ipercalcemia, poliuria, calcificazione dei tessuti molli.

A causa degli elevati livelli di calcio nel sangue, si può verificare il deposito di calcio in tutto l’organismo e in particolare reni, vasi sanguigni, polmoni e cuore, con conseguenti danni e disfunzioni.

Inoltre, l’eccesso di vitamina D può essere addirittura deleterio per il metabolismo del calcio e della salute delle ossa, con maggior rischio di fratture

Per questo motivo l’assunzione di integratori di vitamina D deve sempre avvenire seguendo le indicazioni del proprio medico di fiducia in conformità con le linee guida accettate dalla comunità scientifica.

Abbiamo visto che la vitamina D è coinvolta in numerosi processi molto diversi tra loro. Per questo l’analisi della predisposizione genetica alla carenza di vitamina D è parte di tutti e 3 i nostri test genetici predittivi: Beauty, Nutrition e Performance.

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Scritto da

Team Netgenomics
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